17-11-1939 Gli studenti cecoslovacchi che manifestavano contro la guerra furono vittima di un eccidio nazista.
17-11-1973 L’occupazione del Politecnico di Atene venne sgomberata dai carri armati dei Colonnelli.
17-11-1989 Sempre in Cecoslovacchia una manifestazione studentesca fu repressa questa volta dal regime comunista
L’assemblea studentesca internazionale di Mumbai nel 2004 ha ripreso questa giornata trasformandola da momento prettamente celebrativo a occasione di lotta e rivendicazioni per gli studenti di tutto il mondo.
Quest’anno più che mai è necessaria una mobilitazione a livello globale e non è un caso, infatti, che anche Occupy Wall Street abbia rilanciato il 17 novembre, come data non solo studentesca, in tutti gli Stati Uniti d’America. Ci saranno poi manifestazioni in gran parte d’Europa dalla Spagna alla Germania e in Sud America, in Cile.
Giovedì anche noi scenderemo in piazza per opporci ai tagli fatti alla cultura, alla scuola e all’università e per opporci alle politiche di austerità che ci stanno letteralmente rubando il futuro. A seguito della crisi ai cittadini è stato chiesto di subire politiche di rigore, maggiore disoccupazione (in Italia per i giovani è al 29,5%) e tagli ai servizi pubblici per pagare i debiti provocati dalla finanza e dalle banche secondo un sistema perverso di socializzazione delle perdite e privatizzazione dei guadagni. E ad una crisi originata dal neoliberismo non si è esitato a rispondere con più neoliberismo: più privatizzazioni, più tagli alla spesa pubblica, meno diritti, più precarietà sul lavoro. Abbiamo visto quali effetti queste ricette imposte dalla BCE e dal FMI abbiano avuto sulla Grecia portando il Paese già in difficoltà in piena recessione. Quest’anno rivendicheremo così il nostro diritto allo studio, opponendoci ai diktat della finanza che impongono la mercificazione della cultura e del sapere.
Noi siamo il 99% loro l’1%.
Per il Banzi, concentramento davanti il liceo ore 8.10










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